
Piccolo Relais Galletto di Marzo località vocabolo Casella II n°127 (Borgarucci) Paciano (Pg) Tel: +39 349 0803800
Coordinate per i navigatori : LAT 43°01' 30'' N - LONG 12°04'30'' E
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Siena la città dell’eterno stupore, il cui centro storico è stato iscritto "dal Comitato nel Patrimonio Mondiale dell’umanità nel 1995 con questa motivazione: considerando che Siena è una straordinaria città medioevale. La città è un capolavoro di dedizione ed inventiva in cui gli edifici sono stati disegnati per essere adattati all'intero disegno della struttura urbana e, inoltre, per formare un tutt'uno con il circostante paesaggio culturale.
Per quasi un secolo, tra il due e il trecento, Siena fu protagonistadella scena europea grazie alla sua nobiltà mercantile che dettò legge nelle fiere dello Champagne e per l'intensa attività bancaria.
Dopo aver perduto la sua indipendenza nel 1559 ad opera dei Medici e di Carlo V, Siena visse un periodo di declino sino a metà dell'800, quando riprese a crescere con la costruzione della via ferroviaria che la collega a Empoli e del primo policlinico universitario d'Italia fondato nel 1883. L'immagine di Siena nel mondo fu rilanciata a inizi '900 con la nascita della grande mostra di Arte Antica Senese e dell'Accademia Musicale Chigiana.
L'arte è quindi ciò che più ha influenzato Siena, rendendola una delle città turistiche più visitate: Piazza del Campo, il Duomo, Palazzo Comunale e la Torre del Mangia attirano visitatori da tutto il mondo.
Un'altra delle attrattive senesi è il settore dell'enogastronomia, con l'Enoteca Italiana, situata nella Fortezza Medicea, con gli insaccati senesi e gli antichi dolci, come i ricciarelli, il panpepato, le copate e i cavallucci.
Per infromazioni Eventi, Itinerari , Ospitalità www.enjoysiena.it




L'Oro di Siena
Comincia nel Duecento, con i fondi oro, la grande stagione dell’arte senese. L’oro è il segno prezioso della luce divina del cielo, perfetta e assoluta. E’ un fondo oro la Madonna di Montaperti, quasi un ex-voto di ringraziamento dei senesi per la vittoria, è un fondo oro la Madonna delle Grazie alla quale il corteo vittorioso del Palio d’Agosto viene con il drappellone appena vinto a cantarle un inno di ringraziamento. Il più famoso di tutti i fondi oro senesi è l’imponente Maestà di Duccio di Buoninsegna (1308-1311). I senesi la portarono trionfalmente in Duomo dalla bottega di Duccio per le vie della città e Piazza del Campo. La più importante raccolta di fondi oro in Italia è nella PINACOTECA NAZIONALE di Siena. Nelle 37 sale c’è l’intera grande arte senese con i suoi protagonisti da Duccio a Pietro e Ambrogio Lorenzetti, da Sano di Pietro al Sassetta, da Lippo Memmi a Francesco di Giorgio Martini.
Il Palio
Colori, folla, grida festose, una piazza coperta di tufo, dieci cavalli montati a pelo da altrettanti fantini per una corsa che dura pochi secondi. Questo è il Palio per coloro che lo vedono per la prima volta. Per i senesi è la vita, la passione, la storia.
E’ il miracolo di un gioco che diventa vita vera, dove c’è posto per la gioia e per il dolore, per il coraggio e gli intrighi, per la lealtà e il tradimento. Per i contradaioli, i senesi più antichi e veri, il tempo è misurato dall'intervallo che trascorre tra un Palio e l'altro.
Un’eredità medievale che il 2 luglio e il 16 agosto sconvolge la vita di Siena ed ogni volta diventa catarsi cittadina. Il Palio di oggi è corso da fantini, di regola non senesi, che montano cavalli assegnati in sorte alle Contrade; ad ogni Palio ne partecipano 10, secondo un meccanismo di sorteggi e alternanze che data dal 1721. I tre giorni di prove e quello del Corteo e della carriera, sono il momento culminante della vita sociale delle Contrade, diciassette città nella città, ognuna con un territorio, una popolazione, una costituzione, un Seggio di dignitari eletti periodicamente, una Sede-Museo, una società ricreativa, e soprattutto le proprietradizioni e la propria storia.
La contrada è la piccola patria dei senesi, estensione naturale della propria famiglia, il rione è sentito e vissuto quotidianamente come estensione della propria casa.
Visita le pagine del Consorzio per la Tutela del Palio
Siena in Scena
Siena ha un posto di rilievo nella storia del teatro italiano. Ebbe nel Medioevo sacre rappresentazioni, giochi pubblici, cortei e tornei, macchine e carri allegorici sacri e profani.
Nella città, oltre ai Rozzi e al Teatro Grande, poi dei Rinnovati, furono numerosi nei secoli gli spazi teatrali, da quello del Collegio Tolomei ai molti all’interno dei palazzi gentilizi e più recentemente a quelli improvvisati negli spazi delle Società di Contrada, sorte alla fine dell’Ottocento in tutte le diciassette Contrade di Siena.Tra quelli che ne continuano l’eredità sono il Piccolo Teatro in Palazzo Sergardi, fatto costruire da Margherita Sergardi Marmoross nel 1950. Nel 2001 è stato restituito a nuova vita il Teatro della Parrocchia del Costone, nato nel 1912, un’istituzione cara a molte generazioni di senesi, che vuole essere un teatro semplice, dilettantesco e popolare, per fornire ai giovani una “ palestra di vita “ e un primo applauso dai suoi 135 posti.
Non poteva mancare a Siena un teatro vernacolo e di argomento contradaiolo e paliesco che anche oggi offre incontri di grande livello e sicuro divertimento.
Accademia Musicale Chigiana
La volle, la creò, la finanziò, l’ospitò nel suo palazzo di via di Città il Conte Guido Chigi Saracini, l’ultimo dei grandi nobili mecenati di Siena che con ironia si definiva “impresario a perdere”. I corsi estivi di perfezionamento della Chigiana, di assoluta eccellenza mondiale, hanno avuto docenti quali Pablo Casals, Andrès Segovia, Alfred Corot e allievi divenuti poi maestri chigiani e musicisti di fama mondiale quali Carlo Maria Giulini, Anna Moffo, Salvatore Accardo e Uto Ughi, Zubin Metha, Claudio Abbado e tanti altri. Nel 1939 il Conte Chigi e Alfredo Casella idearono la prima edizione della Settimana Musicale Senese, nota per le riscoperte dell’antico patrimonio musicale italiano soprattutto in ambito strumentale (è famosa la riproposta moderna dell’allora quasi dimenticato Vivaldi) oggi come allora appuntamento di spicco dell’estate senese, come i saggi finali degli allievi chigiani e i concerti che portano musica di altissima qualità nella città, nelle Contrade, nel territorio senese. Altri programmi dell’Accademia Chigiana sono svolti durante l’arco dell’anno, talvolta sono rivolti ai giovani universitari, o ai bambini delle scuole materne e delle elementari. Ma l’Accademia Chigiana non è solo grande musica: dal gennaio 2005 il palazzo ha aperto le sue porte. I visitatori potranno scoprire i 14 salotti che ospitano la straordinaria collezione d’arte raccolta da Galgano Saracini che qui visse tra il Settecento e l’Ottocento. Oltre 12 mila pezzi tra cui spiccano tele, fondi oro, piccole sculture, e indiscussi capolavori della scuola senese.
Teatri
Nella città, oltre ai Rozzi e al Teatro Grande, poi dei Rinnovati, furono numerosi nei secoli gli spazi teatrali, da quello del Collegio Tolomei ai molti all’interno dei palazzi gentilizi e più recentemente a quelli improvvisati negli spazi delle Società di Contrada, sorte alla fine dell’Ottocento in tutte le diciassette Contrade di Siena. Tra quelli che ne continuano l’eredità sono il Piccolo Teatro in Palazzo Sergardi, fatto costruire da Margherita Sergardi Marmoross nel 1950. Nel 2001 è stato restituito a nuova vita il Teatro della Parrocchia del Costone, nato nel 1912, un’istituzione cara a molte generazioni di senesi, che vuole essere un teatro semplice, dilettantesco e popolare, per fornire ai giovani una “ palestra di vita “ e un primo applauso dai suoi 135 posti.
Non poteva mancare a Siena un teatro vernacolo e di argomento contradaiolo e paliesco che anche oggi offre incontri di grande livello e sicuro divertimento.
E’ l’oriente, con i suoi sapori speziati, a caratterizzare la produzione dolciaria delle Terre di Siena. Di origine medievale, nascono nei conventi, passano nelle mani sapienti degli speziali, si tramandano nei laboratori artigianali. Il loro sapore sembra eterno, indissolubilmente legato, nella nostra memoria gustativa, alle feste più sacre e familiari. Il “Panforte” è un dolce speziato preparato con mandorle, frutta candita e miele, che può conservarsi alcuni mesi. Una variante speciale di questo dolce venne preparata ed offerta alla Regina d’Italia Margherita di Savoia nel 1879, durante una sua visita ufficiale a Siena. Il prezioso “Panpepato” è invece l’antenato del Panforte, realizzato con miele misto a spezie ed aromatizzato con pepe nero e zenzero. È ritenuto addirittura avere proprietà afrodisiache. I “Cavallucci” sono dei particolari biscotti molto densi e con un gustoso ripieno a base di noci, frutta candita, miele ed una deliziosa mistura di spezie, tra cui l’Anice, che conferisce loro un sentore di liquirizia. I “Ricciarelli”, infine, forse i più famosi tra i rinomati dolci di Siena, sono teneri biscotti di forma ovale, a base di mandorle, miele, zucchero e albume d’uovo. Il pan co’ Santi è il dolce tipico da ottobre a metà di novembre. E’ d’obbligo sulla tavola il 1 novembre festa di Ognissanti. Pane ricco di noci, mandorle, anici, nocciole e uvetta. E’ frutto di una lunga e sapiente lavorazione e di segreti gelosamente custoditi.
I Dolci
E’ l’oriente, con i suoi sapori speziati, a caratterizzare la produzione dolciaria delle Terre di Siena. Di origine medievale, nascono nei conventi, passano nelle mani sapienti degli speziali, si tramandano nei laboratori artigianali. Il loro sapore sembra eterno, indissolubilmente legato, nella nostra memoria gustativa, alle feste più sacre e familiari.
Il “Panforte” è un dolce speziato preparato con mandorle, frutta candita e miele, che può conservarsi alcuni mesi. Una variante speciale di questo dolce venne preparata ed offerta alla Regina d’Italia Margherita di Savoia nel 1879, durante una sua visita ufficiale a Siena.
Il prezioso “Panpepato” è invece l’antenato del Panforte, realizzato con miele misto a spezie ed aromatizzato con pepe nero e zenzero. È ritenuto addirittura avere proprietà afrodisiache. I “Cavallucci” sono dei particolari biscotti molto densi e con un gustoso ripieno a base di noci, frutta candita, miele ed una deliziosa mistura di spezie, tra cui l’Anice, che conferisce loro un sentore di liquirizia. I “Ricciarelli”, infine, forse i più famosi tra i rinomati dolci di Siena, sono teneri biscotti di forma ovale, a base di mandorle, miele, zucchero e albume d’uovo. Il pan co’ Santi è il dolce tipico da ottobre a metà di novembre. E’ d’obbligo sulla tavola il 1 novembre festa di Ognissanti. Pane ricco di noci, mandorle, anici, nocciole e uvetta. E’ frutto di una lunga e sapiente lavorazione e di segreti gelosamente custoditi.
L'Enoteca Italiana
L’Enoteca Italiana, un Ente pubblico che da settanta anni opera per la valorizzazione dei vini italiani di qualità, ha sede nella Fortezza Medicea, commissionata dal Granduca Cosimo I dei Medici a Baldassarre Lanci nel 1561.
Nel nutrito catalogo rigorosamente aggiornato dalla commissione d’assaggio, figurano vini di tutte le regioni italiane, specialmente toscani. Particolarmente numerosi quelli delle terre di Siena, a cominciare dai vini DOCG: la Vernaccia di San Gimignano, il Chianti, Il Chianti Classico, il vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
Non c’è in Italia un’altra provincia che possa vantare una carta di vini così diversi fra loro e così prestigiosi. Accompagnano la cucina toscana di Siena, vero trait-d’union tra la città e le campagne circostanti.
www.enoteca-italiana.it
Senarum Vinea
L’Enoteca Italiana, un Ente pubblico che da settanta anni opera per la valorizzazione dei vini italiani di qualità, ha sede nella Fortezza Medicea, commissionata dal Granduca Cosimo I dei Medici a Baldassarre Lanci nel 1561.
Nel nutrito catalogo rigorosamente aggiornato dalla commissione d’assaggio, figurano vini di tutte le regioni italiane, specialmente toscani. Particolarmente numerosi quelli delle terre di Siena, a cominciare dai vini DOCG: la Vernaccia di San Gimignano, il Chianti, Il Chianti Classico, il vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
Non c’è in Italia un’altra provincia che possa vantare una carta di vini così diversi fra loro e così prestigiosi. Accompagnano la cucina toscana di Siena, vero trait-d’union tra la città e le campagne circostanti.
www.enoteca-italiana.it





Un paesaggio che non ha segreti, ma che è difficile da decifrare, perché richiede un’osservazione acuta e una capacità di comprensione profonda. Sono una chiazza che biancheggia quando tutto è verde e verdeggia quando tutto è grigio. Una terra morbida alle apparenze, quasi vellutata, ma screpolata, spaccata, ruvida nella realtà. …”
testo di Stefano Tesi, tratto dalla pubblicazione “Crete/Terre di Siena”, realizzata da APT Siena e i Comuni di Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, San Giovanni d’Asso
Asciano
Da Asciano partono strade magnifiche: la storica Lauretana verso Siena, la via di Rapolano e la splendida strada bianca di Monte Sante Marie.
E’ anche la base ideale per raggiungere l’Abbazia di Monteoliveto Maggiore (XIV sec), il complesso monastico più importante del senese fondato da Bernardo Tolomei. In magnifica posizione tra boschi e calanchi si caratterizza per notevoli affreschi del primo Rinascimento di Luca Signorelli e Sodoma.
Il piccolo e ricco viaggio nel centro di Asciano comincia al cospetto della basilica di Sant’Agata (XI sec. e modifiche del ‘500, ‘600, ‘800) in cui si possono ammirare una Madonna con Bambino del Signorelli e una Pietà del Sodoma. Nei pressi della chiesa si trova il Museo di Arte Sacra che conserva una collezione di opere trecentesche e quattrocentesche.
Corso Matteotti passa nel cuore della piccola città affacciandosi sulla chiesa gotica di San Bernardino (sede del Museo Etrusco) e la chiesa tardogotica di Sant’Agostino.
Molto bella per l’essenzialità della sua architettura la chiesa di San Francesco (XIII sec).
Il viaggio termina nella piazza del Grano che si identifica nella bellissima fontana in travertino (XV sec) di Paolo Ghini e nella facciata del Palazzo del Podestà.
www.comune.asciano.siena.it
Buonconvento
A Buonconvento le Crete diventano ampie e solari e allungano lo sguardo verso un orizzonte che tocca il cielo con i profili netti di Montalcino e le spalle larghe dell’Amiata.
L’energia dell’acqua e dell’uomo hanno sempre dato forza al genius loci di questa zona che segna la confluenza dell’Arbia Ombrone e, soprattutto, il passaggio dell’antica via Francigena che attraversa il paese.
Buonconvento è storicamente luogo d'incontri (anche scontri) e scambi, e nella sua pianta rettangolare anticamente delimitata da una cinta muraria conserva edifici monumentali a testimonianza di un passato importante.
Sulla facciata del palazzo comunale si possono tuttora vedere ben 25 stemmi degli altrettanti podestà che hanno governato Buonconvento fino al 1270.
Una tappa suggestiva del passaggio a Buonconvento è sicuramente il Museo di Arte Sacra della Val d’Arbia nel quale, in uno splendido contesto Liberty, sono radunate le opere provenienti da chiese e pievi sparse sul territorio delle Crete. Tra le altre ricordiamo le opere di Matteo di Giovannii, Sano di Pietro, Duccio di Boninsegna e Guidoccio Cozzarelli.
Monteroni d'Arbia
Monteroni d’Arbia era, ai tempi dell’antica Repubblica senese una fattoria importantissima. Ancora oggi Monteroni esprime la vitalità di questa terra grazie ad una consistente produzione artigianale e al tradizionale mercato. Testimonianza della sua importanza come centro di produzione agricola è il trecentesco mulino fortificato facilmente visibile per la sua grande torre in mattoni di cotto.
Sulla strada che unisce Siena a Monteroni un altro momento rilevante per il viaggiatore in cerca del genius loci delle Crete è la monumentale fattoria di Cuna, straordinaria grancia fortificata che faceva parte del Santa Maria della Scala.
Percorrendo la Cassia in direzione di Buonconvento si arriva rapidamente al borgo di Lucignano d’Arbia, villaggio fortificato dove merita una sosta la pieve romanica di San Giovanni Battista affrescata nel VI secolo da Arcangelo Salimbeni. Partendo ancora dalla Cassia, la strada che conduce a Radi ci farà scoprire un altro tratto splendido delle Crete, fino ad arrivare alla magnifica Pieve di Corsano.
Rapolano Terme
Terra di confine tra le Crete, la Val di Chiana e i boschi del Chianti, questo borgo apre un’incomparabile finestra sulle Terre di Siena; da quassù le Crete si manifestano come uno sconfinato campo di grano dove appaiono e scompaiono piccoli borghi, pievi, poderi e strade bianche apparentemente senza meta. Rapolano è sinonimo di acque termali e quindi di benessere.
Le Terme di San Giovanni e il ben organizzato Complesso Termale dell’Antica Querciolaia sono i luoghi giusti per trovare conforto nei vapori e regalare al corpo e alla mente momenti di relax.
In quest’angolo di Crete non è tanto l’argillosa terra quanto la bianca roccia calcarea a raccontare il paesaggio. I dintorni sono impreziositi da borghi come Armaiolo con le caratteristiche “rughe ” (vicoli), castelli e fortificazioni (Modanella, Poggio Santa Cecilia) e tracce di insediamenti etrusco - romani.
http://www.comunerapolanoterme.it/
San Giovanni d'Asso
Dal colle che domina la valle del torrente Asso le Crete offrono tutta la magìa e le atmosfere di una terra pura e profumata. Già perché San Giovanni è il regno del tartufo bianco che viene celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal “Borghetto ”, la parte più alta del paese.
Meritano una visita la chiesa romanica di San Giovanni Battista e, nella parte bassa del paese, la chiesa di San Pietro in Villore (XI - XII sec).
La ricchezza di questo luogo oltre alle pietre nobili di San Giovanni è da individuare nel patrimonio ambientale delle frazioni che circondano la valle dell’Asso, da un punto di vista paesaggistico decisamente superbo. Da non perdere il piccolo borgo e il castello di Monterongriffoli, le frazioni rurali di Vergelle, la poesia di Lucignano d’Asso, Montisi con la sua storica grancia e la straordinaria strada bianca di Pieve a Salti.








L'acqua è uno dei grandi protagonisti delle Crete Senesi, sia come elemento decorativo del paesaggio, sia come importante metodo di cura, tramite le terme, che offrono trattamenti della pelle e degli apparati motori e respiratori.
Terme di San Giovanni
Le Terme di San Giovanni, situate a Rapolano Terme, sgorgano naturalmente dalla sorgente alla temperatura di 39 °C.
Gli elementi naturali che le compongono sono principalmente zolfo, elemento che ne caratterizza l'odore, e il bicarbonato di calcio.
Le Terme di San Giovanni offrono cure inalatorie, fangoterapia, terapie fisiche di riabilitazione, massaggi, balneoterapia, cure sordità rinogena, trattamenti estetici e fitness.
E' possibile accedervi in auto, autostrada A1, uscita Valdichiana. In treno, stazione Rapolano Terme, linea Siena-Chiusi.
Sono aperte tutto l'anno, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00
e il sabato, la domenica e i festivi dalle 9.00 alle 24.00
Terme Antica Querciolaia
Le Terme Antica Querciolaia, situate a Rapolano Terme, rappresentano un piccolo mondo dove l'acqua ha dettato le caratteristiche della sua struttura.
Cure inalatorie, fangoterapia, terapie fisiche di riabilitazione, massaggi, balneoterapia, cure sordità rinogena, riabilitazione motoria/respirazione vascolare, trattamenti estetici e fitness sono ciò che questo piccolo paradiso può offrire.
E' possibile accedervi in auto, percorrendo l'autostrada A1 con uscita Firenze Certosa; da qui percorrere la superstrada Firenze-Siena per Siena-Bettolle fino a Rapolano Terme.
Le terme sono aperte tutto l'anno. Da domenica a giovedi dalle 9:00 alle 19:00, venerdi e sabato dalle 9:00 alle 24:00. In inverno il venerdi notte è chiuso.
Per tutte le Informazioni visita il sito Terre di Siena




Piccolo Relais Galletto di Marzo località vocabolo Casella II n°127 (Borgarucci) Paciano (Pg) Tel: +39 349 0803800
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