L’evoluzione naturale della valle insieme all’identità culturale delle comunità che la abitano da secoli: il Parco della Val d’Orcia è un patrimonio dell’umanità. Ciò che rende unica la Val d’Orcia è frutto della visione comune delle realtà che ne fanno parte, i Comuni di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia.
Piccolo Relais Galletto di Marzo località vocabolo Casella II n°127 (Borgarucci) Paciano (Pg) Tel: +39 349 0803800
Coordinate per i navigatori : LAT 43°01' 30'' N - LONG 12°04'30'' E
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La Val d'Orcia può essere vissuta attraverso un'immersione nelle sue terre dove la natura fa da protagonista, grazie ai numerosi sentieri che si possono imboccare a piedi o a cavallo, ma anche ad altri mezzi che permettono di gustarla rispettando l'ambiente, come ad esempio il Treno Natura.
Treno Natura : Il treno è uno strumento prezioso per esplorare la Val d’Orcia. Abbandonata dai convogli ordinari nel 1994, la linea ferroviaria che collega Siena con la stazione di Monte Antico e Grosseto, passando Asciano, Torrenieri e la valle dell’Asso, è oggi percorsa dalla primavera all’autunno dal Treno Natura.
I treni consentono di osservare colli e boschi, sostano in tutte le stazioni, permettono di visitare borghi e monumenti isolati. Gli escursionisti a piedi o in bici possono percorrere i loro itinerari e prendere un altro treno in una stazione diversa.
A volte le feste, le sagre gastronomiche, i concerti di gruppi corali e di bande danno al viaggio il carattere di uno spettacolo itinerante. Di solito vengono utilizzate delle “littorine” degli anni Cinquanta. In qualche caso, però, il convoglio è composto dai vecchi vagoni “centoporte” di terza classe, con i sedili in legno, ed è trainato da sbuffanti locomotive a vapore dei primi anni del Novecento. Il lento incedere della vaporiera ben s’intona all’armonia della Val d’Orcia.
Sentieri :La Val d’Orcia non è fatta per essere attraversata di corsa. Viottoli, carrarecce, sentieri invitano il visitatore a muoversi lentamente, ad assaporare ciò che vede, a sostare di fronte ai panorami e ai monumenti ma anche davanti ai dettagli del paesaggio: casali, cipressi isolati, calanchi.
Che ci si sposti a piedi, in bicicletta o a cavallo, che si viaggi con un gruppo di amici o ci si affidi a un’agenzia specializzata, le antiche vie della Val d’Orcia offrono una grande varietà di itinerari. Non c’è bisogno di essere dei camminatori o dei cicloturisti provetti. Anche chi sta percorrendo il Senese in automobile può posteggiare per qualche ora e incamminarsi - bastano uno zainetto, un paio di solide scarpe, una giacca a vento in caso di pioggia e un cappello per proteggersi dal sole - su uno dei tanti percorsi segnati.
Gli amanti del vino possono salire a Montalcino attraversando i vigneti del Brunello. Chi preferisce i panorami può seguire il crinale tra Radicofani e Contignano, di fronte all’Amiata.
Il sentiero delle gole dell’Orcia offre ambienti e flora mediterranei.
Il sentiero che percorre da Bagno Vignoni le gole dell’Orcia conduce a Ripa d’Orcia, ricostruzione novecentesca di un fortilizio che appartenne ai Salimbeni e ai Piccolomini. Ripa e il suo panorama sull’Amiata si possono raggiungere anche da San Quirico, per una strada sterrata che tocca il borgo e la torre di Vignoni.
Salendo da Castiglione d’Orcia al Vivo ci si immerge nelle foreste del vulcano.
Tra Monticchiello e Pienza, o intorno a Sant’Anna in Camprena, si gode dei profili ondulati dei colli che sembrano accavallarsi all’infinito.
Rivolgendosi al Parco della Val d’Orcia si può avere a disposizione una guida per escursioni a piedi o in bicicletta Tel. +39 0577 898303
Il Parco della Val d'Orcia : Progettato dalle Istituzioni locali con un team di grande valore che comprendeva esperti scientifici come Vieri Quilici, Alberto Asor Rosa, Paolo Leon, Paolo Urbani e Giorgio Pizziolo, il Parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia comprende i territori comunali di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia. Punta a tutelare il paesaggio, ma anche a promuovere lo sviluppo del lavoro e della vitadell’uomo.
Riconosciuto dalla Regione Toscana come ANPIL (Area Naturale Protetta di Interesse Locale) il Parco ricerca, incentiva e promuove tutte le attività economiche compatibili con la tutela dell’ambiente. Oltre alle iniziative per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, hanno assunto un ruolo importante, negli ultimi anni, quelle per la produzione dei prodotti agricoli tradizionali e tipici.
Il progetto e le iniziative del Parco nascono da una riflessione precisa. In Val d’Orcia il paesaggio non è stato solamente creato dalla natura, ma è stato plasmato nei secoli (e continua a trasformarsi anche oggi) a seguito degli interventi dell’uomo. Lo scopo del Parco è di fare della cultura e della storia le risorse primarie di sviluppo, tutelare la Val d’Orcia senza trasformarla in museo.




Anche la Val d'Orcia, come tutte le Terre di Siena, offre prodotti enogastronomici di ottima qualità: l'olio, che si trova al centro dell'agricoltura toscana, la profumata spezia dello zafferano coltivata ed esportata fin dal Medioevo, i formaggi, in particolare il famoso Pecorino di Pienza e i vini rossi, come il Brunello, prodotto sin da fine '800.
L'Olio
Un pilastro dell’agricoltura toscana è l’olio d’oliva. Prodotto in Val d’Orcia come in altre parti del Senese, l’olio extravergine DOP (a Denominazione di Origine Protetta) “Terre di Siena” deriva da olive di varietà moraiolo, frantoio e leccino, ha un odore fruttato e un gusto amaro e leggermente piccante. Bellissimi oliveti caratterizzano il paesaggio dei cinque i Comuni della valle. L’acquisto e la degustazione - come per gli altri prodotti della Val d’Orcia - sono possibili ovunque.
Lo Zafferano
Lo zafferano è la profumatissima spezia che si ricava dagli stigmi di crochi soggetti a decenni di selezione e di incroci. Elogiato per le sue virtù curative da Plinio il Vecchio e Galeno, lo zafferano è stato coltivato in Val d’Orcia nel Medioevo, quando veniva esportato soprattutto in Germania.
Nel Cinquecento la produzione si è interrotta, per riprendere pochi anni fa. Oggi una buona parte dello zafferano italiano arriva nuovamente dalla Val d’Orcia.
Pecorino di Pienza
Una bella storia di incontri e commistioni culturali racconta il pecorino (o cacio) di Pienza, che ha raggiunto da tempo una notorietà internazionale.
Il ritrovamento di grandi bollitori in coccio ha dimostrato agli archeologi che questo formaggio era prodotto già dalla Preistoria.
Negli anni Sessanta l’abbandono di numerosi poderi e l’arrivo di decine di pastori sardi con le proprie greggi ha portato a una parziale trasformazione del prodotto. Oggi il pecorino di Pienza si può acquistare in tutta Italia.
A renderlo inconfondibile, come molti secoli fa, è la presenza sui pascoli di un unico e profumato mix di erbe che include la santoreggia, il timo serpillo, l’elicriso e l’assenzio.
Il Brunello e gli altri grandi Vini
Montalcino è ricordata fin dal Quattrocento per i suoi vini rossi. L’inventore del Brunello è però Ferruccio Biondi Santi, che decise per primo di abbandonare il Canaiolo, il Ciliegiolo e il Colorino per concentrarsi sul Sangiovese.
La sua bottiglia datata 1888 è probabilmente la prima in assoluto della storia. Rispettivamente nel 1966 e 1980, il Brunello è stato tra i primi vini italiani a fregiarsi dei titoli DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
Perché il Brunello venga messo in commercio è necessario un invecchiamento di cinque anni (sei per il tipo Riserva), due dei quali, come minimo, in botti di rovere. Il Rosso di Montalcino può essere invece venduto dopo un anno. Completano il quadro il Moscadello di Montalcino e il Sant’Antimo, una denominazione che comprende vini bianchi e rossi molto diversi tra loro.
Negli anni Novanta l’elenco dei vini DOC della Toscana si è arricchito con l’Orcia DOC, che viene prodotto nei territori di Abbadia San Salvatore, Buonconvento Castiglione d’Orcia, Chianciano Terme, Montalcino, Pienza, Radicofani, San Casciano dei Bagni, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Torrita di Siena e Trequanda.




Terme San Filippo
Apprezzate fin dal Medioevo e dal Rinascimento le acque termali, ricche di zolfo, calcio e magnesio, curarono illustri personaggi, fra cui Lorenzo il Magnifico. Oggi le Terme San Filippo uniscono in un unico complesso Hotel, Ristorante, Centro Benessere, Stabilimento e Piscina Termale, tutti immersi nel verde e nella tranquillità della natura.
Cure inalatorie, fangoterapia, massaggi, balneoterapia, trattamenti estetici e fitness sono alcuni dei servizi che le Terme di San Filippo offrono.
La piscina è aperta dalle 8:30 alle 19:00 tutti i giorni, tranne il martedì che è aperta dalla 8.30 alle 16.30.
E' possibile accedervi in auto, dalla S.S. 2 Cassia, tratto Siena-Viterbo, bivio per Bagni di S. Filippo (2 Km.) oppure autostrada A1 uscita Chiusi-Chianciano e da qui S.S. 2 Cassia in direzione monte Amiata.
In treno, linea Firenze-Roma, stazione Chiusi-Chianciano Terme.
Per Informazioni:
Indirizzo: Via S. Filippo, 23 Frazione Bagni S. Filippo - 53020
Tel.: 0577 872982 Fax: 0577 872684
www.termesanfilippo.it info@termesanfilippo.it
Stabilimrnto Termale di Bagno Vignoni
Il suggestivo borgo di Bagno Vignoni era conosciuto fin dall'antichità: già gli etruschi, che bonificarono la Val d'Orcia, sfruttavano questa preziosa fonte di acqua calda per le loro lavorazioni; inoltre una lapide Ex-voto, conservata all'interno dell'attuale stabilimento termale, testimonia la conoscenza e lo sfruttamento dei benefici poteri di queste acque da parte dei romani.
Presso lo stabilimento termale di Bagno Vignoni è possibile usufruire di piacevoli servizi: cure inalatorie, fangoterapia, massaggi, balneoterapia.
Aperto da giugno a ottobre. Da lunedi a sabato dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
E' possibile raggiungere lo stabilimento in auto, imboccando l'autostrada A1 Casello n.29-A1-Chiusi-Chianciano Terme oppure in treno, linea principale Roma-Firenze-Bologna-Milano, poi stazione Chiusi-Chianciano Terme.
Per Informazioni:
Indirizzo: P.zza del Moretto, 32 - 53027 - Bagno Vignoni.
Tel.: +39 0577 887365 Fax: 0577 887365
WWW: www.termebagnovignoni.it
E-mail: bagnovignoniterme@tin.it
Parco dei Mulini
Il Parco dei Mulini nasce con l’intento di salvaguardare e valorizzare uno dei principali poli molitori del senese. Composto da quattro mulini, rappresentava un potenziale enorme in un’area, quale la Val d’Orcia, particolarmente vocata alla cerealicoltura ma allo stesso tempo caratterizzata da scarsità idrica. Lo sfruttamento della sorgente termale, dalla portata costante, permetteva invece di macinare anche d’estate, quando la gran parte dei mulini era inoperosa.
La tecnica molitoria dei mulini di Bagno Vignoni, comune a tutta l’Europa meridionale, è quella del mulino a ruota orizzontale, detto localmente a ritrecine: una tecnologia relativamente semplice, con le ruote motrici situate in un locale interrato e collegate alle macine tramite un albero verticale; le ruote vengono azionate da un getto d’acqua ad alta pressione generato da una vasca di accumulo posta ad un livello superiore. Dal punto di vista tipologico i mulini di Bagno Vignoni si distinguono però per la particolare morfologia, con ambienti scavati nella stessa rupe di travertino formata dai depositi carbonatici dell’acqua termale.
Non vi sono al momento notizie precise sulla costruzione dei mulini ma si può ipotizzare, con sufficiente certezza, che la realizzazione di un’opera così ingente e complessa sia dovuta alla iniziativa di famiglie feudali.
Il resto è storia recente: cessata l’attività intorno alla metà del ‘900, nel 1999, con l’acquisizione da parte del Comune di San Quirico d’Orcia, si sono avviate, anche grazie ad un contributo della Unione Europea, le opere di restauro.




Castiglion d'Orcia
Castiglione d’Orcia segna il confine tra la Val d’Orcia e le foreste del Monte Amiata. Antico possedimento degli Aldobrandeschi, è stata contesa nel Trecento tra i Salimbeni e Siena. Centro del borgo è la piazza dedicata al pittore e scultore Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta, che ha al centro un pozzo in travertino del 1618 e sulla quale si affaccia il Palazzo Comunale. Notevoli le chiese di Santa Maria Maddalena, e dei Santi Stefano e Degna. Dominano il centro i resti della Rocca Aldobrandesca e la magnifica Rocca a Tentennano.
Nella frazione di Rocca d'Orcia si trovano la Pieve di San Simeone (secolo XIII), e le chiese della Compagnia di San Sebastiano e della Madonna del Palazzo, oggi trasformata in abitazione. La piazza ha al centro una cisterna.
Tra le frazioni del Comune troviamo Vivo d’Orcia, meta di villeggiatura al margine delle faggete dell’Amiata. A poca distanza dal centro è l’Eremo del Vivo (o “Contea”), un palazzo di forme tardorinascimentali progettato da Antonio da Sangallo il giovane. Dalle sorgenti dell’acquedotto del Vivo, che rifornisce Siena e la Val di Chiana, una salita tra faggi e castagni porta alla chiesetta dell’Ermicciolo e ai caratteristici “seccatoi” o meglio, secondo alcuni esperti, il primo nucleo abitativo di Vivo d’Orcia.
Da visitare inoltre il centro storico di Campiglia d’Orcia che ha mantenuto i caratteri medievali con suggestivi vicoli, strette scalinate di collegamento e percorsi coperti. Nelle vicinanze del borgo sono visibili i resti della torre di Campigliola.
Montalcino
A renderla celebre il Brunello, uno dei migliori vini rossi del mondo. Ma Montalcino è anche una magnifica città d’arte, che domina dall’alto del suo colle i 3000 ettari di vigneti (1500 dei quali a Brunello) che le hanno dato fama e ricchezza.
A cavallo tra i bacini dell’Ombrone e dell’Orcia, il centro è sorvegliato dalla Rocca costruita nel 1361 per suggellare l’entrata di Montalcino nei possedimenti di Siena. Insieme alla Rocca, simboleggia Montalcino la snella torre del Palazzo Comunale, eretta tra il Due e il Trecento. Ai suoi piedi sono la Piazza del Popolo e la Loggia gotica.
Nel centro storico meritano una visita anche le chiese di Sant’Agostino e Sant’Egidio (XIV secolo) e il Museo Civico e Diocesano che conserva pitture e sculture dal ‘300 al ‘900 e terrecotte robbiane.
Delle tortuose strade tra i vigneti portano a Torrenieri, Sant’Angelo in Colle e Poggio alle Mura. Da Castelnuovo dell’Abate si raggiunge l’abbazia di Sant’Antimo, uno dei capolavori del romanico in Italia.
Pienza
La “città ideale” di Pio II, oggi dichiarata dall’UNESCO “patrimonio mondiale dell’umanità”, ha preso il posto del castello di Corsignano, che ha sorvegliato per secoli i confini tra i possedimenti di Siena, Firenze e Orvieto.
Nel 1458 Enea Silvio Piccolomini decise di trasformare il borgo natìo nella città-simbolo del Rinascimento italiano. In tre anni, tra il 1459 e il 1462, la nuova Pienza vide nascere la luminosa Cattedrale dell’Assunta, che conserva all’interno opere dei maggiori artisti senesi del tempo, e alla quale si affianca l’imponente Palazzo Piccolomini, la cui loggia offre un celebre panorama sulla Val d’Orcia, il Palazzo Comunale e il Palazzo Vescovile con il suo museo. Risalgono al Medioevo la chiesa di San Francesco (secolo XIII), le mura e l’austera Pieve di Corsignano, ricordata per la prima volta nel 714.
Verso sud una strada a saliscendi tra i colli porta al borgo fortificato di Monticchiello, che conserva vari edifici medievali, la rocca con lunghi tratti delle mura e la chiesa duecentesca dei Santi Leonardo e Cristoforo con interessanti resti di affreschi.
Radicofani
Sul confine meridionale della Val d’Orcia veglia una delle più imponenti fortezze della Toscana, che ha controllato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Anche se il sito è stato utilizzato da Etruschi e Romani, la fortezza è sorta poco prima del Mille, è stata più volte modificata, ed è stata rafforzata nel Cinquecento con dei bastioni capaci di resistere alle artiglierie.
La Torre, ricostruita nel Novecento, offre uno straordinario panorama sulla Val d’Orcia, l’Amiata, l’Appennino e i laghi Trasimeno e di Bolsena.
Le chiese di San Pietro(secolo XIII) e Sant’Agata conservano una notevole raccolta di terrecotte robbiane e statue lignee. Il severo Palazzo Pretorio ospita oggi il Comune.
Sulla vecchia Via Cassia è il Palazzo della Posta, una villa medicea trasformata in dogana e in albergo che ha ospitato molti viaggiatori illustri. Una strada che serpeggia tra i calanchi porta al borgo medievale di Contignano.
San Quiricod'Orcia
Sul confine settentrionale della valle, San Quirico d’Orcia si è sviluppata intorno al villaggio medievale di Osenna, è entrata nel 1256 nei possedimenti di Siena e conserva la sua struttura urbanistica medievale.
Nel centro, chiuso da una cinta di mura, si visitano la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta con i suoi magnifici portali romanico-gotici, la chiesa della Misericordia, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Chigi e Santa Maria di Vitaleta.
Gli Horti Leonini, dei giardini all’italiana sistemati intorno al 1540 da Diomede Leoni, ospitano esposizioni di scultura contemporanea.
Completano l’itinerario la chiesa di Santa Maria Assunta, il Giardino delle Rose e l’antico Ospedale della Scala.
Proseguendo verso sud sulla Cassia si raggiunge Bagno Vignoni, la stazione termale nata nel Medioevo e celebre per la sua “ Piazza d’acqua ”. Sul pendio che digrada verso il fiume troviamo il Parco dei Mulini, interessante testimonianza di costruzioni e tecniche di utilizzo delle acque che risalgono al Medioevo.
Autentico scrigno di natura e paesaggi, la Val d'Orcia accoglie alcuni dei centri storici più interessanti del Senese e dell'intera Toscana. Dalle strade, alle piazze, alle chiese, lo sguardo spazia verso grandi orizzonti dei colli. Castelli, borghi, torri e monasteri isolati completano il quadro di una terra affascinante.
Anche l'arte della val d'Orcia, come i suoi profumi e i suoi sapori, l'economia e lo sviluppo, è fortemente collegata all'attività agricola. Ne è un esempio significativo il Teatro Povero di Monticchiello.
Per tutte le Informazioni visita il sito Terre di Siena
Piccolo Relais Galletto di Marzo località vocabolo Casella II n°127 (Borgarucci) Paciano (Pg) Tel: +39 349 0803800
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